Malasanità  a Genova: una segnalazione

Argomento: News malasanità  [1]

Buonasera,

vi scrivo per sottoporvi un caso recentemente accaduto nella mia famiglia, nella città di Genova. Il fatto risale al mese di XXXXX u.s. quando dopo una settimana di forti dolori alla schiena mia sorella si è rivolta al proprio medico di base il quale le ha prescritto degli antidolorifici ed una risonanza magnetica per verificare l'eventuale presenza di un'ernia. La terapia antidolorifica non è risultata efficace e per il tramite di conoscenze, in attesa di effettuare la risonanza, mia sorella si è rivolta ad un medico, operante presso l'ambulatorio di Terapia del Dolore dell'Ospedale di XXX il quale ha effettuato un iniezione in epidurale che avrebbe dovuto alleviare il dolore. Invece, i dolori non sono passati ed il giorno successivo mia sorella ha accusato formicolio alle dita del piede sinistro. Ha atteso ancora un giorno e si è poi presentata al Pronto Soccorso dell'Ospedale Galliera, più dolorante del giorno precedente e con il formicolio salito al ginocchio. E' quindi stata sottoposta ad una risonanza magnetica lombo-sacrale che non ha evidenziato ne ernia ne problemi legati alla spina dorsale. E' stata così ricoverata in neurologia dove è stata sottoposta ad accertamenti concentrati, prima di tutto, sul cervello. Non avendo trovato nulla di rilevante, nei giorni a seguire è stata sottoposta ad indagini attraverso risonanza magnetica prima con contrasto e poi senza, tutte concentrate sulla colonna vertebrale.

Nulla di rilevante è emerso.

Nel frattempo, dal giorno successivo al ricovero, la gamba di mia sorella è divenuta totalmente priva di sensibilità impedendole così di camminare. Oltre agli accertamenti, il reparto ha deciso per una terapia a base di cortisone e della fisioterapia. Mia sorella è inoltre stata sottoposta ad elettromiografia, visita psichiatrica e test psicologici che non hanno fornito informazioni utili. Il ricovero si è protatto per due settimane, giorni in cui nonostante la terapia i dolori si sono attenuati ma non sono cessati e la gamba non ha ripreso sensibilità. Avendo escluso tutte le ipotesi palesate dai medici (tumore al cervello, alle ossa, al midollo, sclerosi multipla) abbiamo chiesto esplicitamente di pronunciarsi relativamente alla possibile responsabilità della situazione da addebitare all'iniezione epidurale praticata. I medici hanno escluso danni causati dall'ago ed ipotizzato uno shock subito da mia sorella, tale da paralizzarle un arto.

Nonostante le nostre pressanti richieste di accertamenti rispetto all'iniezione, i medici hanno deciso di dimettere mia sorella senza una diagnosi precisa se non attribuendo la condizione ad un problema puramente motorio (leggasi psicologico....) ed in occasione del colloquio da me sostenuto nelle ore antecedenti la dimissione, i medici hanno ipotizzato ad uno stato psicologico da approfondire. In ogni caso, mia sorella è stata dimessa e XXXXX ci siamo rivolti ad un altro medico che ha visitato e fatto sottoporre mia sorella ad un'ulteriore risonanza magnetica lombo sacrale senza contrasto, effettuata presso l'Istituto Donn Gnocchi di Milano. Anche questa indagine non ha portato nuovi riscontri ma ha accertato una discopatia degenarativa, vera causa evidentemente dei dolori di mia sorella. Il medico ha prescitto una terapia intramuscolare a cui tutt'ora è sottoposta e della fisioterapia. Allo stato attuale mia sorella ha ripreso la completa sensibilutà della gamba che muove autonomamente, non è ancora nello stesso stato il piede, che ci auguriamo riprenda a normale funzione al più presto.

L'ipotesi del medico che l'ha presa in cura è che il liquido iniettato attraverso l'epidurale si sia bloccato da qualche parte causando l'accaduto. Si tratta però solo di ipotesi non confermabile evidentemente nemmeno dall'ultima risonanza magnetica.

Questi i fatti in sintesi.

Mi rivolgo a voi per sapere se fosse possibile intraprendere, dal punto vista legale, una strada che porti a giudicare l'operato del medico che ha effettuato l'ipidurale senza aver preventivamente indagato sulla causa del dolore, che abbiamo visto solo successivamente (e non ci spieghiamo come mai non sia emersa dalle risonanze fatte durante il ricovero) non era causato dalla presenza di ernie. Tutto ciò ha comportanto lo sconvolgimento di una famiglia che per la prima settimana di ricovero ha vissuto con l'incubo di una malattia incurabile/terminale a carico di una persona di 36 anni, madre XXX di un'adolescente che in quei giorni ha subito un forte trauma manifestando da subito un crollo del rendimento scolastico e dello stato emotivo.

Io personalmente mi sono assentata dal lavoro lasciando la città dove risiedo per seguire da vicino la faccenda e supportare moralmente mia sorella, mia nipote e mia mamma. E' immaginabile il disagio di quel periodo. Per due settimane mia sorella è stata su una sedia a rotelle senza sapere se avesse ripreso a camminare.

Per non parlare del giorno delle dimissioni dall'ospedale..... il caposala non riteneva fosse necessario il trasposrto in automedica nonostante mia sorella non potesse camminare. Solo a seguito di mia insistenza siamo riusciti ad avere il trasporto atteso, peraltro, dalle 12 alle 18.30 perchè il caposala ha chiamato l'ambulanza solo alle 16.30. La farmacia dell'ospedale non aveva in magazzino nemmeno i farmaci che i medici avevano prescritto in fase di dimissione. Io non sarei riuscita a portare a casa mia sorella senza l'aiuto di qualcuno perchè lei non camminava ed abita in una zona piuttosto impervia dove per raggiungere l'abitazione ci sono due stradine in discesa e numerosi scalini.

Ho il sospetto che ci sia stata della vera e propria leggerezza da parte di tutti e della negligenza da parte del medico che ha effettuato l'iniziezione.

Mia sorella ad oggi non ha ancora ripreso la sua vita lavorativa e non potrà farlo sino a quando, speriamo, avrà recuperato la sensibilità del piederi ed in questi due mesi non ha potuto svolgere la sua vita normale. Mi chiedo: era davvero necessario fare quell'iniezione? è normale che una procedura notiriamente pericolosa, anche se praticata sempre più spesso, sia stata eseguita su un soggetto sul quale non erano stati effettuati accertamenti? Potranno esserci delle conseguenze con il passare del tempo?

E' possibile che una famiglia venga sconvolta in questo modo e che i medici attribuiscano una paresi di quel tipo ad un possibile problema psicologico?

E' normale che si scopra una banale discopatia facendo l'ennesima risonanza a Milano?

Vi ringrazio per l'attenzione e mi auguro possiate aiutarmi ad ottenere risposte, suggerimenti e supporto per capire come agire.

Resto a disposizione per mostrare tutta la documentazione in nostre mani.



Collegamenti

  [1] http://difesamalato.it/module-News-view-topic-28.phtml
  [2] http://difesamalato.it/module-News-display-sid-301.phtml