Morì in casa di riposo: inizia il processo

Argomento: News malasanità 

Morì in casa di riposo, chiesti i danni

 SAN POLO DI PIAVE. Inizierà in autunno il processo della causa civile avviata dall’avvocato Nicola Todeschini, per accertare le presunte responsabilità sulla morte di Dilva Cadamuro, 80 anni, deceduta la notte del 24 febbraio 2004, dopo che era uscita inavvertitamente da una porta di sicurezza della casa soggiorno per anziani «Villa Vittoria» di San Polo. L’anziana signora era stata trovata intorno alle due di notte assiderata e agonizzante, distesa a terra nel giardino esterno della struttura.  Lì erano in corso dei lavori ed è spirata poco dopo tra le braccia delle addette all’assistenza. Dall’autopsia si accertò che era morta di infarto. I figli, Sergio e Franco Maronese, avevano affidato il mandato al legale coneglianese, ipotizzando che la morte poteva essere evitata, dopo che era uscita accidentalmente dal reparto situato al piano terra. Quella sera faceva molto freddo, a causa del vento e della pioggia mista a nevischio, che imperversavano nella zona. Dilva era caduta nel fango, senza riuscire a rialzarsi. Successivamente lo Spisal aveva prescritto che le uscite di sicurezza dovevano essere dotate di avvisatori acustici in modo da impedire l’uscita accidentale di qualche anziano. L’intervento è stato poi eseguito dalla struttura, mentre l’avvocato della famiglia Maronese, Nicola Todeschini, aveva chiesto alla Procura il procedimento in via penale, per i reati che sarebbero stati individuati dal Pm. Anche se si era ipotizzata pure una forma di aggressione da parte di ignoti, il procedimento penale era stato archiviato, ma è rimasta aperta la questione della responsabilità civile. «Infatti - spiega l’avvocato Todeschini - all’esterno della struttura erano in corso dei lavori e l’area non era stata transennata. Dilva Cadamuro era caduta a causa delle difficoltà evidenti, che qualsiasi persona avrebbe avuto in quelle condizioni di tempo e di luogo. Inoltre non esistevano allora sistemi per monitorare l’uscita accidentale degli anziani dalla struttura verso l’esterno. La struttura stessa ha provveduto a mettere poi questi segnali acustici. Nessuno si è accorto allora che la signora era uscita inavvertitamente. Questo è un difetto di custodia. E’ grave che in piena notte qualcuno sia uscito. E’ comunque ancora più grave il fatto che c’erano dei lavori in corso all’esterno ed il cantiere non era transennato. Di fatto le norme di sicurezza nel cantiere non sono state rispettate del tutto. Per questi dati, secondo noi vi era responsabilità e chiederemo il risarcimento del danno». La Casa di riposo ha già fatto sapere di essere in possesso di una polizza assicurativa risarcitoria per responsabilità civile, ma per il momento l’assicurazione non ha ancora proceduto con alcuna trattativa, respingendo qualsiasi forma di responsabilità, in quanto la struttura avrebbe svolto tutto nel migliore dei modi. I legali della struttura e della compagnia di assicurazione per prassi si costituiranno in giudizio.


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