Saldi: istruzioni per l'uso

Argomento: News consumatori [1]

COMUNICATO STAMPA
 
Regolarsi bene con i saldi (vedi lo speciale sulla Tribuna di Treviso [2])
 
 
In tutte le città stanno per cominciare i saldi, che sono stati riformati dal decreto legislativo n. 114/1998 e si possono fare soltanto nei periodi stabiliti dalle Regioni, che poi di fatto delegano i Comuni. Per aiutare il consumatore a fare degli acquisti consapevoli, l’Unione Nazionale Consumatori ha pubblicato qualche consiglio utile sul sito www.consumatori.it [3]. In particolare ricordando che durante il periodo dei saldi circola molta merce scadente proprio per la forte domanda dei consumatori, l’Unione Consumatori consiglia di:
-         preferire i saldi di articoli venduti in pochissimi numeri e taglie, che sono quelli più seri e, generalmente, i più convenienti, trattandosi di merce residua di cui il negoziante ha interesse a disfarsi (per esempio, pochi numeri dello stesso tipo di scarpe);
-         diffidare di chi apre un saldo dopo una vendita promozionale;
-         per i capi di abbigliamento accertarsi che la composizione eventualmente dichiarata nel cartellino d’accompagnamento corrisponda a quella dell’etichetta vera e propria del prodotto;
-         non comprare capi d’abbigliamento che non hanno l’etichetta di composizione e preferire quelli che hanno anche l’etichetta di manutenzione, ovvero le istruzioni per il lavaggio o pulitura, che è un riscontro affidabile di quella di composizione;
-         preferire i prodotti di marca nota, che nel settore dell’abbigliamento danno più affidamento, ma fare attenzione alla veridicità del marchio esposto, perché vi sono marchi che imitano nelle fattezze o in qualche elemento quelli più noti;
-         controllare sempre le taglie quando si tratta di un capo d’abbigliamento a due pezzi, se è venduto a prezzi stracciati e se non è ammessa la prova di indossabilità, poiché potrebbero essere due taglie diverse.
 
Spesso inoltre sorgono discussioni con i consumatori perché non tutti i prodotti sono scontati: alcuni sono venduti a prezzo pieno. A tale proposito l’Unione Nazionale Consumatori, che riceve ogni anno molti reclami, rammenta che l’art. 15 del decreto legislativo n. 114/1998 ha stabilito che i saldi “riguardano i prodotti, di carattere stagionale o di moda, suscettibili di naturale deprezzamento se non vengono venduti entro un certo periodo di tempo”. Ciò, secondo l’Unione Consumatori, significa in pratica che il negoziante può decidere di vendere a prezzo pieno una parte dei prodotti del negozio, osservando comunque le regole per quelli esposti a saldo, ovvero indicando sul cartello la percentuale di sconto sul prezzo normale di vendita, che deve essere comunque esposto. Anche le vendite promozionali possono essere effettuate “per tutti o una parte dei prodotti merceologici”, mentre le vendite di liquidazione, conclude l’associazione di consumatori, devono riguardare “tutte le merci” e non solo una parte.
 


Collegamenti

  [1] http://difesamalato.it/module-News-view-topic-40.phtml
  [2] http://ricerca.quotidianiespresso.it/tribunatreviso/archivio/tribunatreviso/2009/01/07/T11PO_T1103.html
  [3] http://www.consumatori.it/
  [4] http://difesamalato.it/module-News-display-sid-294.phtml