Saldi: istruzioni per l'uso

Argomento: News consumatori

COMUNICATO STAMPA
 
Regolarsi bene con i saldi (vedi lo speciale sulla Tribuna di Treviso)
 
 
In tutte le città stanno per cominciare i saldi, che sono stati riformati dal decreto legislativo n. 114/1998 e si possono fare soltanto nei periodi stabiliti dalle Regioni, che poi di fatto delegano i Comuni. Per aiutare il consumatore a fare degli acquisti consapevoli, l’Unione Nazionale Consumatori ha pubblicato qualche consiglio utile sul sito www.consumatori.it. In particolare ricordando che durante il periodo dei saldi circola molta merce scadente proprio per la forte domanda dei consumatori, l’Unione Consumatori consiglia di:
-         preferire i saldi di articoli venduti in pochissimi numeri e taglie, che sono quelli più seri e, generalmente, i più convenienti, trattandosi di merce residua di cui il negoziante ha interesse a disfarsi (per esempio, pochi numeri dello stesso tipo di scarpe);
-         diffidare di chi apre un saldo dopo una vendita promozionale;
-         per i capi di abbigliamento accertarsi che la composizione eventualmente dichiarata nel cartellino d’accompagnamento corrisponda a quella dell’etichetta vera e propria del prodotto;
-         non comprare capi d’abbigliamento che non hanno l’etichetta di composizione e preferire quelli che hanno anche l’etichetta di manutenzione, ovvero le istruzioni per il lavaggio o pulitura, che è un riscontro affidabile di quella di composizione;
-         preferire i prodotti di marca nota, che nel settore dell’abbigliamento danno più affidamento, ma fare attenzione alla veridicità del marchio esposto, perché vi sono marchi che imitano nelle fattezze o in qualche elemento quelli più noti;
-         controllare sempre le taglie quando si tratta di un capo d’abbigliamento a due pezzi, se è venduto a prezzi stracciati e se non è ammessa la prova di indossabilità, poiché potrebbero essere due taglie diverse.
 
Spesso inoltre sorgono discussioni con i consumatori perché non tutti i prodotti sono scontati: alcuni sono venduti a prezzo pieno. A tale proposito l’Unione Nazionale Consumatori, che riceve ogni anno molti reclami, rammenta che l’art. 15 del decreto legislativo n. 114/1998 ha stabilito che i saldi “riguardano i prodotti, di carattere stagionale o di moda, suscettibili di naturale deprezzamento se non vengono venduti entro un certo periodo di tempo”. Ciò, secondo l’Unione Consumatori, significa in pratica che il negoziante può decidere di vendere a prezzo pieno una parte dei prodotti del negozio, osservando comunque le regole per quelli esposti a saldo, ovvero indicando sul cartello la percentuale di sconto sul prezzo normale di vendita, che deve essere comunque esposto. Anche le vendite promozionali possono essere effettuate “per tutti o una parte dei prodotti merceologici”, mentre le vendite di liquidazione, conclude l’associazione di consumatori, devono riguardare “tutte le merci” e non solo una parte.
 


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