Attenzione alla catene luminose cinesi

Argomento: News consumatori

SONO GIA’ ARRIVATE LE CATENE LUMINOSE CINESI

Sulle bancarelle e anche in molti negozi sono già arrivate le catene luminose cinesi per addobbare l’albero di Natale. Ai venditori costano una sciocchezza, circa 1,5 euro, ma le possono rivendere a cinque volte di più con guadagno enorme, facendo una concorrenza sleale alle catene luminose “a norma”, ovvero quasi tutte quelle italiane. Chi compra quelle cinesi, per risparmiare qualche cosa, non conosce il rischio che corre. Pensa che siano normali giocattoli, ma sono escluse dal campo di applicazione della severa legge sui giocattoli perché funzionano con la normale corrente a 220 volt, mentre sono considerati giocattoli quelli che funzionano fino a un massimo di 24 volt. Siccome sembrano innocue, ci si lasciano giocare tranquillamente i bambini, anche quando sono state comprate in una bancarella, in un negozietto o in un ipermercato ove vengono vendute a prezzi molto allettanti. Sembrano regolari perché hanno la marcatura CE, che non significa niente. A parte gli incidenti di natura elettrica (come minimo la scossa), c’è il pericolo di incendio perché sono costruite con materiali scadenti, non ci sono le misure di sicurezza prescritte dal Comitato elettrotecnico italiano (CEI), che non sono vincolanti, e il filo conduttore è troppo fino, per cui si surriscaldano e provocano cortocircuiti, con i conseguenti incendi favoriti dall’infiammabilità degli abeti resinosi, degli addobbi di carte colorate, paglia, eccetera, e dal fatto che le luci vengono lasciate accese anche di notte o durante le assenze da casa. Nei casi più gravi, l’incendio si propaga poi rapidamente sui tendaggi e i mobili circostanti. Spesso basta la bruciatura di una sola lampadinetta della catena per determinare sia il rischio di folgorazione in caso di sostituzione della lampadina stessa senza il disinserimento della spina, sia il rischio di incendio per sovrariscaldamento del cavo e bruciatura di tutte le altre lampadine, anche perché il materiale isolante non è autoestinguente, come prescrivono le norme di sicurezza. Basti pensare che le catene luminose con il marchio di sicurezza IMQ, che costano di più, devono spegnersi automaticamente entro 30 secondi in caso di alterazione del flusso di corrente. Molti credono che il marchio di sicurezza sia la sigla “CE”, ma si tratta di una semplice marcatura che è apposta dallo stesso fabbricante o dall’importatore per attestare che il prodotto è conforme alle norme tecniche. I controlli praticamente non esistono, sia perché sono affidati alle Camere di commercio, sia perché, se vengono fatti, sono esclusivamente formali, cioè consistono nel verificare che sulla confezione vi sia la marcatura CE, l’indicazione del voltaggio, eccetera. La cosa ancora più strana è che le sanzioni per chi mette in commercio catene luminose (o altri elettrodomestici) con la marcatura CE (che tutti hanno), ma potenzialmente pericolose, sono praticamente irrisorie e inefficaci. Occorre prima un esame tecnico di un laboratorio autorizzato, che deve inviare i risultati al Ministero dello Sviluppo Economico, il quale deve preparare un decreto di espulsione dal mercato, con tempi burocratici lunghissimi. Passano come minimo sei mesi e, nel frattempo, i prodotti sono stati venduti e hanno provocato incidenti. L’anno successivo l’importatore si ripresenterà sul mercato con un altro marchio e si deve ricominciare da capo. La sanzione vera e propria, poi, è solo amministrativa ed è di 10.329 euro. Per fare un paragone, chi mette in commercio olio d’oliva addizionato con olio di semi, che non fa male alla salute, va in galera per un anno.

Il Ministero dello Sviluppo Economico consigliò tempo fa di verificare care che ci sia un marchio di sicurezza, come appunto il marchio IMQ e di acquistare solo prodotti in confezioni integre ove appaia il nome del costruttore e la provenienza, avvertendo che un prezzo troppo basso è spesso indice di cattiva qualità, invitando a non lasciare incustodito l’albero quando è illuminato e a non lasciarlo acceso quando si va a letto. Infine, consigliò di utilizzare prolunghe, multiprese e adattatori acquistati da rivenditori qualificati e di non forzare le spine in prese non adatte. (SdC – dic. 2007)



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