Commissione parlamentare sulla Malasanità 

Argomento: News malasanità 

Accogliamo con interesse la notizia relativa alla nascita della commissione parlamentare che dovrà affrontare i casi di Malasanità.



Malasanità  a Treviso: una segnalazione

Argomento: News malasanità 

Ecco una segnalazione che riguarda problemi di ordinaria...disorganizzazione. Grazie al nostro amico che ha inviato la segnalazione.



Clinica Santa Rita: segnalati due nuovi casi

Argomento: News malasanità 

Tra le numerose segnalazioni pervenute in questi ultimi giorni due riguardano la clinica Santa Rita e sono già oggetto di studio da parte del Centro di Studio per la Difesa del Malato.



Malasanità  a Palermo: una nuova segnalazione

Argomento: News malasanità 

La segnalazione di un nostro lettore di Palermo accende i riflettori, ancora una volta, sulla gestione delle urgenze nel nostro sistema sanitario.




Malasanità  in Sicilia: a Catania ci segnalano che...

Argomento: News malasanità 

Di seguito trascriviamo la segnalazione che ci giunge da una paziente e che riguarda la malasanità in Sicilia.



Malasanità  a Pisa: una segnalazione

Argomento: News malasanità 

Ecco il testo di una segnalazione che proviene da Pisa ed alla quale abbiamo risposto.




Una segnalazione di Malasanità 

Argomento: News malasanità 

Ci giunge una segnalazione che merita di essere letta e riguarda storie di ordinaria...malasanità:
 
Desidero ricevere un vostro parere sul seguente caso:
 
Una anziana signora viene urgentemente ricoverata presso la divisione cardiologica dell'Ospedale XX che ha sede fuori della Provincia dove risiede l'anziana Signora.(La signora , al momento del malore, si trovava presso un centro vacanze estivo). Dopo qualche giorno di ricovero (dal 29/6 al 04/7/2008)  viene dimessa con una lettera accompagnatoria indirizzata al medico curante con la seguente diagnosi. "Angina a riposo. Insufficienza aortica con ectasia importante dell'aorta toracica". Il sanitario del paese, manda la signora con la citata lettera presso il locale ospedale di zona affinchè un sanitario specialista ne prenda visione e prenda i  provvediemnti del caso. Il medico specialista visita la signora e le chiede copia della cartella clinica del precedente ricovero (la paziente non ha i documenti richiesti) al che il sanitario dice che non può prendere decisioni senza adeguata documentazione per cui provveda a farne richiesta a chi di dovere. L'interessata prende contatto telefonico con l'archivista dell'Ospedale XX e dopo un lungo colloquio, la informa qual'è la procedura da seguire per ricevere urgentemente copia degl'atti richiesti.(Richiesta attraverso faxs accompagnata da copia di carta d'identità e il tutto indirizzato al Direttore Sanitario dell' Osp.) Tempi di attesa almeno 15/20 giorni. 
Alla luce di quanto esposto, la mia domanda è la seguente:
- trattandosi anche di un caso abbastanza urgente, non è  il caso che la richiesta e lo scambio della documentazione sanitaria avvenga
tra i due Ospedali?
- credo che la cartella clinica serve al sanitario per prendere visione degli esami già effettutai presso il primo ricovere e quindi non ripetere ricerche
ed esami che costano parecchio anche come  tempo .
Gradirei ricevere una risposta urgente al riguardo, avrei più convinzione per inoltrare la richiesta al Direttore Sanitario del nostro ospedale.
Grazie e distinti saluti.
 


Clinica Santa Rita: il momento dei perchè

Argomento: News malasanità 

Ci si interroga sui perchè, sui silenzi, sulla gestione del caso, su perchè ora molti se ne staranno a casa senza lavoro, molti paziente saranno senza cura. Perchè non chiedersi perchè mai chi doveva vigilare è stato "prudente" ? Possibile che, dall'interno, non fosse possibile scoprire prima che qualche cosa non funzionava ? E quando sono partite le prime indiscrezioni, che cosa ha fatto l'Asl ? Abbiamo il diritto di saperlo.

Ulteriori approfondimenti.



Clinica degli orrori a Milano

Argomento: News malasanità 

Dawww.repubblica.it:

Clinica degli orrori, gli interrogatori dei due sanitari in carcere
Presicci non ha voluto rispondere.

Il notaio Pipitone: "Mai vista una cartella clinica"

Santa Rita, i medici si difendono
Altre dieci strutture nel mirino

La Regione sospende il contratto con la struttura privata
Quattordici indagati per truffa con l'aggravante della crudeltà

 
<b>Santa Rita, i medici si difendono<br/>Altre dieci strutture nel mirino </b>

La clinica Santa Rita a Milano

MILANO - "Ho sempre pensato al bene degli ammalati". Così Pier Paolo Brega Massone, l'ex primario della clinica Santa Rita di Milano, ha risposto al gip Micaela Curami, nel primo dei quattordici interrogatori di garanzia sullo scandalo delle operazioni fasulle nella clinica privata. Brega si difende, quindi,e giura di aver fatto tutto sempre esolo nell'interesse dei pazienti. Un fedele del giuramento di Ippocrate, quindi, almeno secondo le parole dell'avvocato Giuseppe Cannella: "Il mio assistito ha sempre operato secondo coscienza e contesta le conclusioni raggiunte dai, pur autorevoli, consulenti della Procura. Ha spiegato che le operazioni da lui eseguite erano necessarie e proporzionate alle patologie e ha gridato la sua innocenza".

Brega è uno dei due camici bianchi detenuti a S.Vittore. Oltre al leader dell'equipe di chirurgia toracica, è in cella anche il suo collaboratore Fabio Pietro Presicci che però si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Tutti gli altri indagati sono agli arresti domiciliari. A cominciare dal notaio Francesco Pipitone, proprietario della clinica e - secondo l'accusa - l'ispiratore della truffa ai danno del servziio sanitario nazionale con l'aggravante della crudeltà. Pipitone ha affidato la sua difesa alle parole dell'avvocato Enzo Brienza. "Il mio assistito - afferma il legale - non c'entra nulla con gli eventuali illeciti dei medici; il suo compito era solo quello di sceglierli in base alle competenze professionali, non gli spettava scrivere le cartelle cliniche, nè occuparsi dei rimborsi...". Intanto il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni ha annunciato di aver sospeso "a tempo indeterminato" il contratto con la clinica.

Alla fine del settembre scorso, quando l'inchiesta partì, il responsabile della chirurgia toracica Pier Paolo Brega Massone, mandò un sms ad una collega: "Ormai non dormo più. Sono disperato. Tra le cartelle chissà quante saranno pompate e mi arresteranno come truffatore". Firmato: "L'Arsenio Lupin della chirurgia". 
Più che una clinica, infatti, Santa Rita negli ultimi due anni sembra essere stato un vero e proprio laboratorio di mostruosità. Il comune obiettivo di tutti i reparti era quello di operare il più possibile, anche dove non c'era necessità, pur di raccattare soldi dal Servizio sanitario nazionale. Il nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza di Milano ha preso in esame due anni di cartelle cliniche, 4mila a campione, su un totale di 55mila. Avrebbero fruttato un profitto illecito di oltre 2,5 milioni di euro.

Nei guai sono finiti anche l'ex direttore sanitario Maurizio Sampietro insieme al capo équipe di ortopedia Renato Scarponi; i responsabili di neurochirurgia, Mario Baldini e Paolo Regolo; la responsabile dell'unità di urologia, Maria Pia Pedesini, e quello di otorinolaringoiatria, Giorgio Raponi, nonché il capo degli anestesisti, Giuseppe Sala. Le accuse vanno dalla truffa al falso per finire alle lesioni e all'omicidio, aggravato dalla crudeltà.

Secondo la convinzione dei pubblici ministeri Grazia Pradella e Tiziana Siciliano, 88 pazienti avrebbero subito un intervento inutile, lesioni gravissime, anche su malati terminali. Altri cinque sarebbero addirittura morti in seguito a un'operazione fatta esclusivamente per far lievitare i conti da presentare al Servizio sanitario nazionale.

Ma l'inchiesta non è finita. Nel mirino della Guardia di Finanza altre dieci cliniche private di Milano e provincia, quella più in vista nella "classifica" dei rimborsi. "Accertamenti di tipo economico e non casi di malasanità" ha spiegato il colonnello delle Fiamme Gialle Cesare Maragoni.

(10 giugno 2008)


Milano: malasanità  è...perdere la cartella clinica

Argomento: News malasanità 

La segnalazione di un paziente:

Mi chiamo XX, ho XXanni, e vi scrivo da XX, provincia di Sassari.
Dal 1975 sono paziente dell'Istituto Tumori XXX.
A Marzo del 2007 durante una visita di controllo vengo informato che è stata smarrita la mia cartella clinica, una cartella  con 32 anni di documentazione clinica.
Mi viene comunicato che nel mese di Gennaio 2007 la mia cartella clinica è uscita dall'archivio in quanto richiesta dal mio medico, è stata poi riconsegnata per essere riportata in archivio, ma non vi è mai arrivata.
Qualche mese dopo chiedo un certificato al mio medico, lui richiede la cartella in archivio e scopre che in quegli uffici non c'è, mentre risulta in Pediatria in quanto richiesta da una pediatra per un consulto.
La cercano in pediatria ma della mia cartella non vi è presenza  e la pediatra che dall'archivio risultava la richiedente, dice di non saperne niente.
Ho contattato sia la direzione sanitaria che la direzione medica dell'Istituto, i quali hanno effettuato, da quanto mi hanno riferito, una ricerca in tutto l'istituto, ma non è stata mai trovata.
Dall'archivio mi dicono di pazientare, a volte, mi comunicano, spariscono per alcuni mesi, e poi ricompaiono.
E' passato più di un anno e della mia cartella non si è trovata traccia.
Nel mese di giugno del 2007 ho presentato denuncia di smarrimento presso la caserma dei carabinieri del mio paese, che è stata poi comunicata alla Procura di Milano.
Ad un anno dalla denuncia non ho mai ricevuto comunicazioni dalla Procura di Milano, nonostante l'intervento di un mio amico avvocato.
A causa di una nuova forma tumorale continuo ad essere sottoposto a dei controlli clinici senza la possibilità di poter consultare la mia cartella clinica e poterla allo stesso tempo aggiornare, e tutti continuano a comportarsi come se avessero smarrito una penna.
Volevo sapere se conoscete casi come i miei e cosa mi consigliate di fare.
Nel ringraziarvi per l'attenzione, Vi invio i miei più sinceri saluti.
Con viva cordialità.


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